lunedì 30 novembre 2009

Costituzione tradita


ART.36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

ART.33
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce SCUOLE STATALI per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO.

Non bisogna essere politologi ne costituzionalisti per comprendere come la carta costituzionale, della quale, almeno nella sua prima parte, tutti i politici, in modo unanime, dicono un gran bene, venga in realtà tradita e considerata meno di carta straccia.
Gli articoli citati sono solo due dei tanti dei quali viene fatto scempio.
Se la legge più importante del nostro stato, per i nostri politici conta quanto il due di coppe quando la briscola è a bastoni, figuriamoci le altre.

sabato 28 novembre 2009

Eredità

Che mondo lasceremo ai nostri figli?
Senza cadere nella trita e ritrita retorica della mancanza di valori, del "si stava meglio quando si stava peggio", resta una buona domanda da farsi.

Strategie e cambiamenti

Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: "Sono cieco, aiutatemi per favore". Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato. Il pubblicitario rispose: "Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo". Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:
"Oggi è primavera e io non posso vederla".

MORALE:
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.

martedì 24 novembre 2009

Venite infelici

Venite infelici, venite al Signore,
il Quale vi invita con voce d'amore:
Venite voi tutti che siete aggravati
da pene e dolori, venite da Me.
Io invito sol quelli che son travagliati;
se il fallo vi pesa, chiedete mercè!

Che cosa vi dona il mondo mendace?
Effimera calma e gioia fugace.
Onori e poteri, piaceri e ricchezza,
non saziano l'alma, non empiono il cor.
In fondo alla coppa ricolma d'ebbrezza
v'è sempre nascosto l'amaro dolor!

Venite infelici, Venite al Signore:
Urgente è l'invito, è pieno d'amore!
La gioia verace, il vero piacere,
son doni del Cristo, l'accerta il Vangel.
Non offre ricchezze, non offre poteri,
ma dona il perdono, la pace ed il ciel.


Amo molti dei vecchi cantici che conosco e che continuo a cantare, (sono certo che il buon Dio apprezza anche se non canto benissimo). A qualcuno non piacciono, li trovano antichi, sorpassati; ma anche la Bibbia è antica, antica è la Pietà di Michelangelo, sono antichi la Gioconda e il David di Donatello, e "poi" c'è Dio, il più antico di tutti.

sabato 21 novembre 2009

Largo ai giovani !

Ma forse a questi meglio di no.

venerdì 20 novembre 2009

Sogna ragazzo

Quando si muore? Quando si smette di sognare.

mercoledì 18 novembre 2009

Il mondo senza traccia

Non voglio lasciare il mondo senza traccia,
non voglio recidere adesso il fiore dei miei anni.
Perché l'amo questa vita così monotona e provinciale,
e adoro, a un tratto, nel salire le scale, rendermi conto
di quanta gente mi abbia porto la mano e spinto avanti.
Ci sono tutti quanti, dall'abbraccio di una madre
ai lunghi silenzi dialogati con un animale:
ci sono e non voglio che vadano perduti.

Non voglio che chi amo lasci il mondo senza traccia:
ne canterò la vita come apparve nel fiore degli anni,
ne traccerò il percorso soffermandomi sulle sfumature
di quel disegno un po' abbozzato che è l'esistenza,
e voi dal canto vostro ne leggerete il respiro
assaporandone ogni perdita di fiato; e riderete
gli stessi sorrisi e le stesse lacrime scoraggianti
piangerete assieme a loro come sotto uno stesso tetto.
Perché era la stessa barca che portammo avanti insieme
quando guardando loro intravedevo la tristezza
che mai – pensavo - avrei dovuto sopportare.
Erano tutti così, quando li conoscevo io:
erano come li ritrovate fra queste righe.

E in queste righe nuotando non noterete
solamente fiori profumati e privi di spine,
perché, nel tessuto di questa bisaccia
che è la vita, s'insidiano invidie invidiabili
anche da re e principesse, vermi talmente radicati
che sarebbe più facile, al miope, non vederli.
Ma io non voglio che il male svanisca così,
lasciando nel mondo non più di una traccia
sbiadita, come un ricordo di cui non ci si ricorda:
soltanto stabilendo e scongiurando “ciò-che-è-male”
siamo in grado di definire quel che invece non lo è,
ed è alla luce di questo rapporto che un traditore
viene chiamato col suo vero nome: assassino.
E poiché in questo modo l'offesa commessa raddoppia,
non voglio che chi odio lasci il mondo senza traccia.

E un poeta... cosa vuoi che faccia?
Ripete le parole “odio... amore”,
ma forse ormai non ci crede più,
e se nessuno ne scrive più
si ama e si odia una sola volta
vedendo morire tutto quel che si è fatto
nel tepore di un pomeriggio; e stiamo fermi,
immobili come lucertole stese al sole.
E di fronte all'imponenza di altrettante balene
arenate, siamo orme sulla sabbia del litorale
quando il mare lento le bagna e porta via,
vive solamente in attesa che qualcosa cambi,
ostili ai vostri dogmi, sempre consapevoli
che la terra gira e prima o poi tutto torna.

(SIMONE SANNIO)